Associazione Istruzione Unita Scuola Sindacato Autonomo
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mercoledì 28 settembre 2011

Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto–Concorso per il reclutamento dei dirigenti scolastici di cui al DDG del 13 luglio 2011









°POSTI MESSI A CONCORSO 155
°DOMANDE PRESENTATE 2.410
°CANDIDATI AMMESSI ALLA PROVA SELETTIVA 2.290
Sede prova preselettiva ed elenco candidati
Ecco
l' avviso del MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE PER IL VENETO DIREZIONE GENERALE Riva de Biasio – S. Croce 1299 - 30135 VENEZIA Ufficio I -Affari generali e Personale –Dirigenti scolastici - Contenzioso
Prot. M.I.U.R.A00DRVE-Uff.1/ 13823/C10g Venezia, 23 settembre 2011
Agli interessati
Al MIUR
Direzione Generale per il Personale Scolastico – Ufficio II - ROMA
Ai Dirigenti delle Istituzioni Scolastiche del Veneto
Ai Dirigenti degli Uffici Scolastici Territoriali del Veneto
Alle Direzioni Generali degli Uffici Scolastici Regionali
Alle OO.SS. –Loro Sedi
All’Albo
Al Sito Internet dell’Ufficio per notifica
agli interessati
OGGETTO: Concorso, per esami e titoli, per il reclutamento di dirigenti scolastici per la scuola primaria, secondaria di primo grado, secondaria di secondo grado e per gli istituti educa-
tivi. (D.D.G. –MIUR 13.07.2011 – G.U. 4^ Serie Speciali Concorsi n. 56 del 15.07.11)
Elenco sedi prova preselettiva e ripartizione candidati
In ottemperanza a quanto disposto dall’art.8, comma 4, del D.D.G. 13/7/2011 si comunicano le sedi di svolgimento della prova preselettiva del concorso in oggetto, fissata per il giorno 12 ottobre 2011 con inizio alle ore 8.00.
USR VENETO – Ufficio I – tel 041-2723126 – 128 –189 - fax 041-2723113
e-mail: vicedirezione-veneto@istruzione.it
SEDI:
1) I.I.S. “A.GRITTI” – Sede Principale- Via Muratori, 7 – Ve-Mestre (da ABATE a CANZIAN)
2) I.I.S. “A.GRITTI”–Sede staccata – Via Muratori, 7 – Ve-Mestre (da CAPASSO a DIDEDDA)
3) I.T.C. “F.FOSCARI”–Via S. Pertini, 13 – Ve-Mestre(da DI DOMENICANTONIO a GROTTO)
4) Ist. Mag.le “L.STEFANINI”- Via del Miglio, 30 – Ve-Mestre (da GUALANDI a NICHELE)
5) I.T.I.S. “C.ZUCCANTE”- Via Baglioni, 22 – Ve-Mestre (da NICOLETTO a SCREMIN)
6) I.T.I.S. “A.PACINOTTI” – Via Caneve, 93 – Ve-Mestre (da SCROCCARO a ZURLO)
Si allega l’elenco con i nominativi dei candidati, così come ripartiti nelle diverse sedi.
Ai sensi di quanto disposto dall’art.8, comma 6, del bando di concorso, i candidati sono tenuti
a presentarsi per sostenere la prova muniti di un valido documento di riconoscimento e di una penna biro ad inchiostro nero. La mancata presentazione nel giorno, ora e sede stabiliti, comunque giustificata ed a qualsiasi causa dovuta, comporta l’esclusione dal concorso.
Per i candidati diversamente abili si richiamano: l’art.5, comma 3, e l’art.8, comma 7. del
D.D.G. 13.7.2011.
Durante lo svolgimento della prova i candidati non possono introdurre nella sede di esame
carta da scrivere, appunti manoscritti, libri, dizionari, testi di legge, pubblicazioni, telefoni portatili e strumenti idonei alla memorizzazione o alla trasmissione di dati, né possono comunicare tra loro.
In caso di violazione di tali disposizioni la Commissione esaminatrice, o il Comitato di
vigilanza, deliberano l’immediata esclusione dal concorso.
Infine si fa presente che i candidati, all’atto della compilazione della scheda anagrafica,
consegnata loro il giorno di svolgimento della prova, dovranno indicare, a pena di esclusione, la
lingua straniera prescelta.
La pubblicazione della presente, sul sito internet di questo Ufficio Scolastico Regionale, ha
valore di notifica a tutti gli effetti, così come prescritto dall’art.8, comma 5, del bando di concorso.
Si comunicano, indicativamente, i mezzi ACTV da utilizzare per raggiungere le sedi della
preselezione:
- dalla Stazione Ferroviaria di Mestre - Bus n. 31 e 32 per tutte le sedi;
- Tram da Via Cappuccina, per raggiungere l’I.I.S. “Pacinotti” in Via Caneve;
- da Venezia P.le Roma – Bus n. 24 – 12 – 12 barrato.
F.to IL DIRETTORE GENERALE Regg.
-Daniela Beltrame

LeggiSedi prova preselettiva e ripartizione dei candidati

lunedì 18 aprile 2011

La scomparsa della scienza

Da cinquant'anni non riesce più a dialogare con la politica C’è un episodio che spiega il ruolo che, appena ottenuta l’Unità, i “padri della patria” pensano di affidare alla scienza nella costruzione della nazione. Quintino Sella è una delle più ragguardevoli espressioni della Destra storica. È a lui che si deve la legge delle Guarentigie, approvata nel 1871 ma respinta da Pio IX, destinata a regolare i rapporti con la Santa Sede fino ai Patti Lateranensi del 1929. Lo storico Theodor Mommsen gli chiede delucidazioni sul futuro di Roma: “Che cosa intendete fare a Roma? (…) a Roma non si sta senza avere dei propositi cosmopoliti. Sia l’Impero che il Papato guardavano al mondo. Ma voi? Quale idea ecumenica potrà giustificare la vostra presenza sui colli fatali?”. Sella risponde senza esitazioni: “La Scienza”, rigorosamente con la S maiuscola. L’Italia nasce come nazione con una significativa presenza nella nuova classe dirigente degli uomini di scienza che trasferiscono il proprio impegno civile nelle aule parlamentari. È anche grazie a una tale presenza che la scienza sembra destinata a un ruolo fondativo nella costruzione dell’identità nazionale e nel tentativo di agganciare le realtà europee più evolute. Sul fronte dei rapporti tra scienza e società, il clima che si respira all’inizio del Novecento è ancora sostanzialmente positivo. Qualcosa però è cambiato. Molti degli uomini di scienza, prestati alla politica, sono tornati ai loro studi. Governo e aule parlamentari vedono una presenza di politici di professione che esprime un raffreddamento dell’osmosi con la società civile. La luna di miele è terminata e alcuni scienziati cominciano a lamentarsi della scarsa attenzione che ricevono dal potere. Il chimico Raffaello Nasini: “Quel poco che abbiamo si ottenne per mezzo di uomini veramente grandi che furono il Matteucci e poi il Sella, ed anche, per la loro cooperazione, il Brioschi, il Cremona, il Cannizzaro. Essi, e alcuni altri, furono insieme uomini politici, governanti e uomini di scienza (…). Allora, strano a dirsi, esisteva una coscienza scientifica nel Paese, che adesso è spenta”. Il matematico Vito Volterra crede ugualmente nel dialogo con la classe politica e nel 1907 fonda la Sips. La Società italiana per il progresso delle scienze vuole realizzare un luogo di incontro tra le diverse specializzazioni ma anche rendere visibile la candidatura della comunità scientifica per dirigere il paese. I gruppi di potere non possono trascurare la presenza degli scienziati, che costituiscono un segmento fondamentale della classe dirigente. Poi la guerra, il fascismo e un’altra devastante guerra mondiale da cui l’Italia esce distrutta. Sembra che manchi ogni presupposto per riavviare nel dopoguerra il confronto tra scienza e società, tra una società italiana alle prese con la sopravvivenza e una scienza depauperata dalle leggi razziali e colpita nella sua dignità dall’acquiescenza verso il fascismo. Invece, alla fine degli anni ’50, il paese vive un’inaspettata primavera con un dialogo tra scienza e società arricchito da innovative dinamiche industriali. Acquistiamo una posizione forte in settori strategici. Il pensiero va all’Olivetti di Adriano Olivetti e Mario Tchou, ma anche all’Istituto superiore di sanità di Domenico Marotta e all’impulso dato allo sviluppo dell’industria farmaceutica. In campo energetico abbiamo le politiche seguite da Enrico Mattei e Felice Ippolito. Nel 1963 Giulio Natta vince il Nobel per la chimica e il pensiero va al suo Moplem e alla Montecatini. Un’Italia diversa sembra possibile. La primavera si spegne però rapidamente. Adriano Olivetti muore improvvisamente nel 1960 (e un anno dopo muore Mario Tchou che dell’elettronica all’Olivetti era stato il protagonista). L’aereo di Mattei cade a Bescapé nell’ottobre ‘62. Marotta e Ippolito sono arrestati per irregolarità amministrative nel ’64 e condannati. Da questi avvenimenti sono passati ormai 50 anni. Cominciano a essere tanti per chi ancora auspica un diverso ruolo affidato al pensiero scientifico e alle acquisizioni tecnologiche per la costruzione di un paese moderno e la realizzazione di una diversa specializzazione produttiva

domenica 30 gennaio 2011

Trentino: ecco gli stipendi del personale scolastico

Sul sito Internet della Provincia sono pubblicati tutti i redditi degli 81 "presidi" delle scuole trentine.
Si passa da poco meno di 75.000 euro a quasi 100.000, con differenze legate all'anzianità del dirigente scolastico e alle caratteristiche dei singoli istituti.

Al primo posto c'è Maurizio Baroncini (Iti Marconi di Rovereto) con 97.347 euro lordi all'anno, ma sono molti i dirigenti che superano i 90.000 euro. Sullo stesso sito della Provincia si possono trovare anche le retribuzioni medie degli insegnanti: i docenti delle superiori guadagnano 2.240 euro al mese, mentre alle medie chi guadagna di più arriva ai 1.400

Le retribuzioni dei dirigenti

Gli stipendi nella scuola

fonte http://www.l

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