Associazione Istruzione Unita Scuola Sindacato Autonomo
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giovedì 23 dicembre 2010

ISTRUZIONE. DONAZZAN, BIBBIA AGLI ALUNNI PERCHE’ DERIVA LAICISTA NON E’ RISPOSTA A MONDO IN EVOLUZIONE

“Siamo convinti che la deriva laicista, spesso ancorata ai dettami del relativismo e del nichilismo, non possa essere una risposta efficace in un mondo in continua evoluzione, pur nel doveroso riconoscimento del patrimonio di valori in cui si riconoscono le nostre Istituzioni, compreso ovviamente il mondo scolastico”.
E’ il contenuto di una lettera inviata oggi da Elena Donazzan, assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro, a tutti dirigenti scolastici Istituti scuole primarie del Veneto in cui spiega che la Regione del Veneto, con un’iniziativa promossa dal Presidente Luca Zaia e rivolta alle stesse scuole primarie della regione, ha deciso di donare una copia della Sacra Bibbia a tutti gli alunni.
“Iniziativa- precisa Donazzan- che ha visto il Consiglio regionale al completo, ascoltare e condividere il messaggio indirizzato dal Patriarca di Venezia, Cardinale Angelo Scola, in occasione della sua visita ufficiale”.
“E’ una riflessione che abbiamo voluto promuovere con il mondo dell’educazione, dai docenti ai nostri giovani in età scolare sui grandi temi di attualità nella nostra società, alle radici culturali delle nostre comunità, alla centralità della persona ed ai principi fondativi del nostro vivere comune, laico prima ancora che religioso”.
L’assessore ricorda come: “Il Libro Sacro, oltre ad essere il testo religioso più diffuso al mondo , rappresenta per tutti noi un riferimento indispensabile per comprendere le nostre radici culturali e la nostra tradizione”. Donazzan sottolinea poi come: “E’ il riconoscimento, senza pregiudizi ideologici che il nostro stesso vivere civile, il nostro diritto, la nostra morale, i nostri costumi sono intrisi di principi derivanti dal cristianesimo ed è il comprendere che il nostro patrimonio storico-artistico, la nostra letteratura, le nostre città sono “immerse” nella cristianità”. “Leggere la Bibbia- spiega l’assessore nella nota-, dare la possibilità ai bambini di commentarla in classe, trovare dei momenti di discussione su tematiche che possano diventare stimolo di ragionamento e riflessione, crediamo fermamente siano un’occasione importante per gli studenti; magari in occasione delle prossime festività natalizie attorno ad un presepe, simbolo della nostra tradizione popolare più vera e profonda”.“Riconoscere il percorso che ha fatto la nostra civiltà- ancora Donazzan- significa sentirsi responsabili del proseguo di questo cammino, ed in questo riconoscersi, oggi non più scontato, ritroviamo l’essenza stessa della nostra identità, indispensabile strumento che ci permette di comprendere le diversità presenti nella nostra società e, in un domani già fattosi presente, improntare politiche di integrazione che partano prima di tutto dalla consapevolezza delle nostre radici”“Siamo certi -conclude Donazzan – ed è in questo senso che abbiamo agito, che la politica, indipendentemente dall’appartenenza partitica dei singoli rappresentanti, debba, nella sua alta e nobile funzione di amministrare la “cosa pubblica”, dare segnali e stimoli che necessariamente si devono fondare su elementi condivisi.
Leggi ISTRUZIONE. DONAZZAN, BIBBIA AGLI ALUNNI PERCHE’ DERIVA LAICISTA NON E’ RISPOSTA A MONDO IN EVOLUZIONE

Ufficio Stampa della Regione Veneto

martedì 30 novembre 2010

DIRITTO AL FUTURO: SOSTEGNO AI GIOVANI PER LAVORO CASA E STUDIO


Prende il via con 216 milioni di euro, che diventano 300 grazie al cofinanziamento pubblico e privato l'iniziativa “Diritto al futuro” rivolta atutti i giovani, a sostegno del lavoro, della casa, dello studio.

Promossa dal ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, l’iniziativa èstata presentata il 24 novembre a Palazzo Chigi nel corso di una conferenzastampa, alla quale ha partecipato anche il Presidente del Consiglio deiMinistri, Silvio Berlusconi. In particolare, le misure riguardano:

  • un lavoro stabile per i giovani genitori precari; accesso al mutuo per le giovani coppie con contratti atipici;

  • un prestito garantito per gli studentiche desiderino proseguire gli studi dopo la scuola superiore iscrivendosi all’università, frequentando specializzazioni post laurea o approfondendo la conoscenza di una lingua;

  • un'alleanza tra risorse pubbliche e private per investire sul talento giovanile, l’istituzione di unapposito fondo volto a cofinanziare progetti per la promozione della capacità imprenditoriale tra i giovani under 35, favorendo e supportando la nascita o l'avvio di nuove imprese e sviluppando imprese già costituite, sostenendo il talento l'immaginazione e la creatività;

  • promuovendo lo sviluppo dell'innovazione tecnologica.

Inoltre, accordi con le regioni per finanziare attività in favore dei giovani e accordi con province e comuni, per finanziare attività in favore dei giovani e in particolare:la creatività urbana, i servizi agli studenti universitari, il rafforzamento degli Informagiovani, progetti di sicurezza stradale, ambiente e occupazione.

LEGGI Diritto al futuro, per i giovani italiani

giovedì 11 novembre 2010

INTERVISTA A MARIA MONTESSORI

ULTIMA ORA !!! ASASI
«R.T Sperava di conoscere in anticipo il nome del direttore generale dell’USR, ma la Montessori ha parlato di altro»

A seguito di una seduta spiritica, in realtà organizzata per conoscere il nome del nuovo direttore generale dell’USRS, spuntava a sorpresa Maria Montessori, nata a Chiaravalle il 31 agosto 1870 e morta a Noordwijk aan Zee il 6 maggio 1952. Pedagogista, filosofa, medico, scienziata, educatrice. Maria sarà iscritta alla scuola preparatoria comunale di Rio Ponte in Roma. Gli studi elementari non saranno molto brillanti a causa di problemi di salute e di una lunga rosolia. Studia francese e pianoforte, che abbandonerà presto.
Verso gli undici anni comincia ad appassionarsi agli studi. Passione giovanile è l'arte drammatica. Eccellente in italiano presenta lacune in grammatica e matematica. Nel febbraio del 1884 si apre a Roma la “Regia scuola tecnica femminile”. Maria è tra le prime dieci alunne e si diploma con 137/160. Subito abbiamo approfittato della sua apparizione per una veloce intervista.
ASASi: Dottoressa Montessori, ci parli del suo metodo pedagogico.
Maria Montessori: il metodo montessoriano parte dallo studio dei bambini con problemi psichici, espandendosi allo studio dell'educazione per tutti i bambini. Il metodo applicato su persone subnormali aveva effetti stimolanti anche se applicato all'educazione di bambini normali. Insomma, il bambino come essere completo, capace di sviluppare energie creative e possessore di disposizioni morali (come l'amore), che l'adulto ha ormai compresso dentro di sé rendendole inattive. Il principio fondamentale deve essere la libertà dell'allievo, poiché solo la libertà favorisce la creatività del bambino già presente nella sua natura. Dalla libertà deve emergere la disciplina. Un individuo disciplinato è capace di regolarsi da solo quando sarà necessario seguire delle regole di vita.
Il periodo infantile è un periodo di enorme creatività, è una fase della vita in cui la mente del bambino assorbe le caratteristiche dell'ambiente circostante facendole proprie, crescendo per mezzo di esse, in modo naturale e spontaneo, senza dover compiere alcuno sforzo cognitivo.
Molte regole dell'educazione consolidate nei primi anni del secolo cambiarono. I bambini subnormali venivano trattati con rispetto, venivano organizzate per loro delle attività didattiche. I bambini dovevano imparare a prendersi cura di se stessi ed erano incoraggiati a prendere decisioni autonome.
L'equivoco di base della psicologia scientifica era da ricercare nella sua illusione di fondo, secondo la quale erano sufficienti una osservazione pura e semplice e una misurazione scientifica per creare una scuola nuova, rinnovata ed efficiente.
“La persona che parla, disperdendo per l’atmosfera dei suoni articolati non è sufficiente. Bisogna che la parola diventi permanente, si solidifichi sugli oggetti, si riproduca con le macchine, viaggi attraverso i mezzi di comunicazione, raccolga i pensieri di persone lontane, e possa quindi eternarsi in modo da fissare le idee nel susseguirsi delle generazioni. Per questo è che, mancando del linguaggio scritto, un uomo rimane fuori della società”.
La padronanza dell’alfabeto arricchisce l’uomo, estende i suoi poteri naturali di esprimersi, li rende permanenti, li trasmette nel tempo e nello spazio, gli permette di rivolgersi all’umanità e alle nuove generazioni.
ASASi: Dottoressa Montessori, cosa pensa del modo in cui la scuola italiana accoglie i diversabili, cioè i giovani che lei chiamava subnormali?
Maria Montessori: Cambiando continuamente i nomi non si migliora la situazione. Credo invece che la struttura dei docenti di sostegno sia un errore pedagogico. Si rimarca la differenza del diversabile e si deresponsabilizzano gli altri docenti. Credo sia solo un modo di moltiplicare i posti di lavoro pubblici. Invece credo nella professionalità e nella specializzazione del consiglio di classe. Io ho insegnato tutta una vita, ma sono un medico. Occorre formare e selezionare adeguatamente i consigli che accolgono i diversabili, e non tutti possono essere accolti. Non dimentichiamo che la scuola è il luogo deputato all’istruzione, non è una casa di cura né un riformatorio e i giovani con gravi handicap hanno bisogno di cure specialistiche in
strutture apposite: non possono essere parcheggiati in un’aula.
ASASi: Dottoressa Montessori, quale differenza nota tra i tempi del fascismo, in cui lei visse, e i tempi attuali?
Maria Montessori: il fascismo mi definì “abile ammaliatrice”, “camuffatrice”, “affarista”. Nel 1934 arriva l'ordine di chiusura di tutte le scuole Montessori, sia per adulti che per bambini, fatta eccezione per due o tre classi che vivranno nella semiclandestinità. Nello stesso anno anche Hitler ordina la chiusura delle scuole Montessori in Germania e Austria. Nel 1933 esce “La pace e l'educazione”, ma ero ormai emarginata dalla cultura fascista e non mi resterà che andare negli USA, dove il New York Tribune mi presentò come the most interesting woman of Europe, e in Olanda. Nel 1936 il Regime chiude per ordine del ministro De Vecchi anche la Regia scuola triennale del Metodo Montessori, che a Roma preparava le maestre, fin dal 1928.
Oggi voi non state meglio, penso al “codice disciplinare per i dirigenti scolastici”di Brunetta. Se le
dichiarazioni possono essere “lesive dell'immagine dell'amministrazione”, si rischia la sospensione dal servizio e dello stipendio. Ma penso anche a un Ministro e a due sottosegretari (per non parlare dei consulenti) che non riuscendo a completare il concorso a ispettore, mandando al massacro i 426 presidi siciliani che hanno nominato col concorso del 2004, impedendo ogni continuità didattica, ledono giorno dopo giorno l’immagine della Pubblica Amministrazione come mai era avvenuto.
I miei tempi erano più seri: nel 1907, a San Lorenzo, apre la prima Casa dei Bambini, in cui si applica una nuova concezione di scuola d'infanzia. Da quel momento, il metodo avrebbe riscosso un buon interesse nel Nord America, col tempo poi affievolitosi, fino al ritorno in auge sostenuto da Nancy McCormick Rambusch, fondatrice, nel 1960, della Società Montessori Americana.
Dal successo dell'esperimento romano nasce il movimento montessoriano, dal quale nel 1924 avrà origine la scuola magistrale Montessori e l'“opera Nazionale Montessori”, eretta, quest'ultima, in Ente Morale e volta alla conoscenza, alla diffusione, all'attuazione e alla tutela del mio Metodo. Oggi non si intravvede nessun metodo, ciascuno insegna a suo modo quello che vuole: la disciplina è assente tra gli studenti, ma anche in seno al personale.
R.T.

giovedì 14 ottobre 2010

CONCORSO PER ESAMI E TITOLI PER IL RECLUTAMENTO DI DIRIGENTI SCOLASTICI

Riceviamo e volentieri pubblichiamo :
«Bozza Bando di CONCORSO PER ESAMI E TITOLI PER IL RECLUTAMENTO DI DIRIGENTI SCOLASTICI PER LA SCUOLA PRIMARIA, SECONDARIA DI PRIMO GRADO, SECONDARIA DI SECONDO GRADO E PER GLI ISTITUTI EDUCATIVI »
Concorso e posti

1.In attuazione dell’art. 3 del D.P.R. 10 luglio 2008, n. 140, è indetto un concorso per esami e titoli per il reclutamento, nell’ambito dell’amministrazione scolastica periferica, di dirigenti scolastici dei ruoli regionali. Ciascun ruolo regionale comprende, in un unico settore formativo, le scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative.
2.Il numero dei posti messi a concorso a livello regionale, in relazione all’autorizzazione di cui al decreto del Presidente della Repubblica citato in premessa, è determinato in n. 2.871 posti complessivi come riportato nell’allegato
1,che è parte integrante del presente decreto.
3.Per i posti relativi alle scuole con lingua di insegnamento sloveno riportati nell’allegato 1, il Direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale del Friuli Venezia-Giulia provvederà ad indire apposito bando.
Leggi CONCORSO PER ESAMI E TITOLI PER IL RECLUTAMENTO DI DIRIGENTI

Esame di Stato a.s. 2010/2011


Termini e modalità di presentazione delle domande di partecipazione dei candidati interni ed esterni
IUniScuoLa : ecco la C.M. n. 85 Prot. 7234 -13 ottobre 2010 del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della RicercaDipartimento per l'Istruzione Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e per l'Autonomia Scolastica - Ufficio Sesto -
Oggetto: Esami di Stato conclusivi dei corsi di studio d'istruzione secondaria di secondo grado per l'anno scolastico 2010/2011 - Termini e modalità di presentazione delle domande di partecipazione.
Per l’anno scolastico 2010/2011, si confermano le disposizioni impartite nei decorsi anni scolastici con la C.M. n.90 del 26 ottobre 2007, con la C.M. n.77 del 25 settembre 2008 e con la CM n. 85 del 15 ottobre 2009, qui allegate, in relazione alle modalità e termini di presentazione delle domande di partecipazione agli esami di Stato da parte dei candidati interni ed esterni e alla procedura di assegnazione dei candidati esterni alle istituzioni scolastiche, con le seguenti modifiche.
Le date relative all’anno scolastico 2007/2008 contenute nella citata C.M. n.90/2007, già confermate per l’anno scolastico 2009/2010, si intendono puntualmente riferite anche all’anno scolastico 2010/2011. Per una chiara leggibilità, le stesse vengono di seguito indicate:- 30 novembre 2010, termine di presentazione della domanda da parte dei candidati interni al proprio dirigente scolastico; - 30 novembre 2010, termine dipresentazione della domanda da parte dei candidati esterni ai Direttori Generali della Regione di residenza. I candidati esterni indicano nell’istanza di partecipazione (anche nel caso in cui trattasi di indirizzi linguistici), corredata dalla documentazione necessaria, in ordine preferenziale, almeno tre istituzioni scolastiche in cui intendono sostenere l’esame. I candidati esterni devono dichiarare nella domanda di ammissione la lingua e/o lingue straniere, eventualmente, presentate.- 31 gennaio 2011, termine di presentazione della domanda al proprio dirigente scolastico da parte degli alunni frequentanti la penultima classe per abbreviazione per merito;- 31 gennaio 2011, termine ultimo di presentazione ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali di eventuali domande tardive, limitatamente a casi di gravi e documentati motivi. L’esame di tali istanze è rimesso alla valutazione esclusiva dei competenti Direttori Generali;- 20 marzo 2011, termine di presentazione della domanda al Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale della Regione di residenza da parte degli alunni che cessino la frequenza delle lezioni dopo il 31 gennaio 2011 e prima del 15 marzo 2011 e intendano partecipare agli esami di Stato in qualità di candidati esterni.
- Alunni della penultima classe Si fa presente che, ai sensi dell’articolo 6, comma 2 del DPR 22 giugno 2009, n.122, sono ammessi, a domanda, per abbreviazione per merito, direttamente agli esami di Stato del secondo ciclo gli alunni della penultima classe che hanno riportato, nello scrutinio finale, non meno di otto decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline e non meno di otto decimi nel comportamento, che hanno seguito un regolare corso di studi di istruzione secondaria di secondo grado e che hanno riportato una votazione non inferiore a sette decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline e non inferiore a otto decimi nel comportamento negli scrutini finali dei due anni antecedenti il penultimo, senza essere incorsi in ripetenze nei due anni predetti. Le votazioni suddette non si riferiscono all’insegnamento della religione cattolica.
- Alunni dell’ultima classe Sono ammessi agli esami di Stato gli alunni dell’ultima classe che, nello scrutinio finale, conseguono una votazione non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline valutate con l’attribuzione di un unico voto secondo l’ordinamento vigente e un voto di comportamento non inferiore a sei decimi (art.6, comma 1, D.P.R. 22 giugno 2009,n.122).Con l’occasione, si ritiene opportuno far presente che per gli studenti di tutte le classi di istruzione secondaria di secondo grado, ai fini della valutazione finale di ciascuno studente, è richiesta, ai sensi dell’art.14, comma 7 del DPR 22 giugno 2009, n.122, la frequenza di almeno tre quarti dell’orario annuale personalizzato. Le istituzioni scolastiche possono stabilire, per casi eccezionali, analogamente a quanto previsto per il primo ciclo, motivate e straordinarie deroghe al suddetto limite. Tale deroga è prevista per assenze documentate e continuative, a condizione, comunque, che tali assenze non pregiudichino, a giudizio del consiglio di classe, la possibilità di procedere alla valutazione degli alunni interessati. Il mancato conseguimento del limite minimo di frequenza, comprensivo delle deroghe riconosciute, comporta l’esclusione dallo scrutinio finale e la non ammissione all’esame di Stato.Si precisa che il voto di comportamento concorre alla determinazione dei crediti scolastici (articolo 4, comma 2, D.P.R. 22 giugno 2009,n.122 ).
- Alunni in possesso del diploma professionale di tecnico, di durata quadriennale (D.I. 15 giugno 2010)In attesa dell’emanazione delle linee guida di cui all’articolo 13, comma 1 quinquies, della legge 2 aprile 2007, n. 40, gli studenti in possesso di uno dei diplomi professionali di tecnico, di durata quadriennale, di cui all’allegato 4 all’Accordo in sede di Conferenza unificata 29 aprile 2010, recepito con il decreto del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca adottato di concerto con il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali il 15 giugno 2010, possono presentare domanda di ammissione agli esami di Stato per il conseguimento di un diploma di istruzione professionale coerente con il percorso seguito, sempreché siano stati ammessi alla frequenza del corso annuale di cui all’articolo 15, comma 6, del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226 sulla base di specifiche intese tra la Regione e il competente Ufficio scolastico regionale.Gli studenti interessati presentano la predetta domanda al Direttore Generale dell’Ufficio scolastico della regione ove risiedono entro il 30 novembre 2010.
- Disposizioni generaliI dirigenti scolastici, ai quali vengono assegnate dal Direttore Generale regionale le domande dei candidati esterni di partecipazione all’esame di Stato, effettuano immediatamente l’esame delle relative posizioni, dando comunicazione al Direttore Generale di eventuali irregolarità non sanabili riscontrate.
A proposito dei candidati esterni, pare opportuno rammentare che:
i candidati esterni provvisti di idoneità o di promozione all'ultima classe, ovvero di ammissione alla frequenza di detta classe, ottenuta in precedenti esami di maturità o di abilitazione ovvero di qualifica professionale quadriennale, dello stesso corso di studio, sostengono l'esame preliminare sulle materie dell’ultimo anno.
Sostengono altresì l’esame preliminare sulle materie dell’ultimo anno i candidati esterni che abbiano frequentato l’ultimo anno di corso nell’anno o negli anni scolastici precedenti e, ammessi all’esame di Stato, non abbiano conseguito il relativo Diploma; così parimenti i candidati esterni che abbiano superato nell’anno o negli anni precedenti l’esame preliminare e, ammessi all’esame di Stato, non abbiano sostenuto le relative prove, ovvero non le abbiano superate (parere dell’Ufficio legislativo in data 16-2-2010).
L'esito positivo degli esami preliminari, anche in caso di mancato superamento dell'esame di Stato, vale come idoneità all'ultima classe del tipo di istituto di istruzione secondaria di secondo grado cui l'esame si riferisce. L'esito dei medesimi esami preliminari, in caso di non ammissione all'esame di Stato, può valere, a giudizio del consiglio di classe o delle apposite commissioni d'esame di cui all'art. 4 della O.M. n.44 del 5-5-2010, come idoneità ad una delle classi precedenti l’ultima ovvero come idoneità all’ultima classe. Tale disposto si applica anche in caso di mancata presentazione agli esami di Stato.
I dirigenti scolastici delle istituzioni scolastiche paritarie e legalmente riconosciute, subito dopo il termine del 30 novembre, comunicano al competente Direttore Generale regionale il numero ed i relativi nominativi dei candidati interni agli esami di Stato.
Ai sensi dell’art.3 della OM n.53 del 25 giugno 2010, la prima prova scritta dell’esame di Stato di istruzione secondaria di secondo grado si svolgerà il giorno 22 giugno 2011, alle ore 8.30.
IL DIRETTORE GENERALEMario G. Dutto

mercoledì 15 settembre 2010

USR per il Veneto:Nuove scuole e corsi paritari. A.S. 2010/11. Scuole paritarie cessate dal 1° settembre

Elenco delle nuove scuole e corsi cui l’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto ha riconosciuto la parità scolastica a partire dall’a.s. 2010/11.

1) Scuola dell'infanzia "Bimbibelli", avente sede in FARRA DI SOLIGO (TV), via Canonica n. 30/B, gestita da Centro Infanzia Bimbibelli di Tesser Nazzarena
Maria - con sede legale in Farra di Soligo;
2) Scuola dell'infanzia “Brucomela”, avente sede in MOGLIANO VENETO (TV), via Ronzinella n.125 - Loc. Marzocco, gestita da Impresa Sociale - Consorzio fra Cooperative Sociali- Onlus con sede legale in Padova;
3) Scuola dell'infanzia "Clara e Guido Ferro", avente sede in PADOVA (PD), via Malcesine n.37, gestita da Fondazione Opera Immacolata Concezione Onlus- con sede legale in Padova;
4) Scuola dell'infanzia “Le nuvolette”, avente sede in SAN BIAGIO DI CALLALTA (TV), via Milano n. 5/A - Loc. Olmi, gestita da Penelope Coop.Sociale a r.l. (sede legale in Paese prov. TV, Loc. Postioma);
5) Scuola dell'infanzia "L'isola che non c'è", avente sede in NEGRAR (VR), via Volpare n. 28, gestita da L' Isola che non c'é s.r.l. di La Manna Sheila;
6) Scuola dell'infanzia “Natività Beata Vergine Maria”, avente sede in VEGGIANO (PD), via Borgo, 16 - Loc. S.Maria, gestita da Parrocchia S.Andrea Apostolo di Veggiano;
7) Scuola dell'infanzia “Il Paese dei Balocchi”,avente sede in SAN PIETRO IN CARIANO (VR), via Papa Giovanni Paolo I n. 4-6, località Pedemonte, gestita dall’ impresa P.d.B. S.N.C. di Savoia Jessica e Bittante Daniela (sede legale in S.Pietro di Cariano);
8) Scuola dell'infanzia "Terre d'Infanzia", avente sede in SOMMACAMPAGNA (VR), via Longo n. 24, gestita da L'Infanzia Cooperativa Sociale a r.l. - Onlus ( sede legale in Sona prov.VR, loc. Lugagnano);
9) Scuola dell'infanzia “Scuola Comunale Benigno Zaccagnini”, avente sede in MOZZECANE (VR), via Dante Alighieri, gestita dal Consorzio Sol.Co. Verona - Società cooperativa sociale consortile con sede legale in Verona;
10) Scuola Primaria “Paola Di Rosa”, avente sede in BADIA POLESINE (RO), via Cigno, 113, gestita da Ass.ne Giuseppina Fumagalli (sede legale in Badia Polesine);
11) Istituto Professionale - Settore dei servizi - Indirizzo Servizi Socio-Sanitari "Istituto Cavanis - Collegio Canova", avente sede in POSSAGNO (TV), Piazzetta Pio X n. 3, gestita da Congregazione Scuole di Carità ISTITUTO CAVANIS di Possagno;
12) Istituto Tecnico - Settore Tecnologico - Indirizzo costruzioni, ambiente e territorio “G.Galilei”, avente sede in TREVISO (TV), Via Scarpa n.2, gestita da CENTRO STUDI G. GALILEI S.R.L. (sede legale in Treviso);
13) Liceo Musicale e Coreutico - Sezione Coreutica “M. Buonarroti”, avente sede in VERONA (VR), Via Rosmini, 6, gestita dall’impresa “Istituto Michelangelo Buonarroti e Libera Accademia delle Belle Arti Michelangelo Buonarroti S.R.L.” (sede legale in Verona);
14) Liceo delle Scienze Umane - Opzione Economico-Sociale “Leonardo Da Vinci”, avente sede in BELLUNO (BL), Via F.Ostilio, 8, gestita dall’impresa “Istituto scolastico Leonardo Da Vinci SRL” (sede legale in Belluno);
15) Liceo delle Scienze Umane - Opzione Economico Sociale “G.Mazzini”, avente sede in TREVISO (TV), Via Noalese n.17/A, gestita da Surian Luigino e C. s.n.c. (sede legale in Treviso);
16) Liceo Musicale – Sezione Musicale “Collegio Vescovile Barbarigo”, avente sede in PADOVA (PD), Via Rogati n.17, gestita da Collegio Vescovile Barbarigo;
17) Liceo delle Scienze Umane (piano di studi base) “San Luigi”, avente sede in ERACLEA (VE), Via Fratelli Bandiera n.1, gestita da SOCIETA' COOPERATIVA SOCIALE EULISSE A R.L. (sede legale in Eraclea);
18) Liceo scientifico (piano studi base) “San Giuseppe”, avente sede in BASSANO DEL GRAPPA (VI), Viale Scalabrini n.3, gestita da Ecumene Soc.Coop.Sociale Onlus 249 (sede legale in Bassano del Grappa);

Scuole con effetto dal 1° settembre 2010 che hanno cessato il funzionamento e sono state cancellate dall’Anagrafe delle scuole non statali:
1) Scuola dell’infanzia paritaria “Santa Bertilla BOSCARDIN” (codice VI1A09700Q) avente sede in Monticello Conte Otto (prov. Vicenza), via Villa Rossi n.5, gestita dall’ ISTITUTO SUORE MAESTRE DI S. DOROTEA FIGLIE DEI S.S. CUORI;
2) Scuola dell’infanzia paritaria “San Pio X” (codice TV1A07400Q) avente sede in Istrana (loc. Sala), via Piave n.3, gestita dalla Parrocchia di S. Giacomo Apostolo di Istrana (TV);
3) Liceo della Comunicazione paritario “Poloni” (codice TV1A07400Q) avente sede in
Monselice (prov. Padova), Largo Carpanedo n. 3 , gestita dall’Istituto Sorelle della Misericordia;
4) Liceo Linguistico paritario “New Cambridge Institute“ (codice BLPL045009) avente sede in Feltre (prov. Belluno), via Castaldi n.1, gestito dall’impresa “New Cambridge Institute Scuole Superiori Dolomiti srl”;
5) Liceo Linguistico paritario “Immacolata” (codice TVPL735005) avente sede in Conegliano (prov. Treviso), via Madonna n. 20, gestito dall’ Ente Giuridico Collegio Immacolata delle Salesiane di Don Bosco;
6) Scuola secondaria di I grado “Istituto De Vedruna” (codice VR1M012007) avente sede in Verona, via Calatafimi n. 12, gestito dall’ente religioso Istituto delle Religiose Carmelitane della Carità;
7) Liceo Linguistico paritario “New Cambridge Institute“ (codice BLPL045009) avente sede in Feltre (prov. Belluno), via Castaldi n.1, gestito dall’impresa “New Cambridge Institute Scuole Superiori Dolomiti srl” (con sede legale in Feltre);
8) Liceo Linguistico paritario “Immacolata” (codice TVPL735005) avente sede in Conegliano (prov. Treviso), via Madonna n. 20, gestito dall’ Ente Giuridico Collegio Immacolata delle Salesiane di Don Bosco;

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martedì 7 settembre 2010

IN ITALIA PER CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE E TIROCINI FORMATIVI

È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 203 del 31 agosto
2010, il decreto sulla determinazione del contingente per l'anno 2010,
relativo all'ingresso di cittadini stranieri per la partecipazione a corsi
di formazione professionale e tirocini formativi.
Sono autorizzati in via transitoria gli ingressi degli stranieri in possesso dei requisiti previsti per il rilascio del visto di studio, in: a) 5.000 unità
per la frequenza a corsi di formazione finalizzati al riconoscimento di
una qualifica o alla certificazione delle competenze acquisite, di durata
non superiore a 24 mesi, organizzati da enti di formazione accreditati
(secondo il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112); b) 5.000 unità
per lo svolgimento di tirocini di formazione e d'orientamento quale completamento
di un percorso di formazione, così ripartite tra regioni e province
autonome: Abruzzo 70; Basilicata 30; Calabria 50; Campania 70; Emilia
Romagna 600; Friuli Venezia Giulia 400; Lazio 500; Liguria 100; Lombardia
700; Marche 400; Molise 30; Piemonte 400; Puglia 100; Sardegna 50; Sicilia
70; Toscana 600; Umbria 100; Valle d’Aosta 30; Veneto 600; Provincia
autonoma di Bolzano 50; Provincia autonoma di Trento 50
Per saperne di più. clicca QUi

sabato 7 agosto 2010

IUniScuoLa.CONTRATTI: AUTORITY RICHIAMA AMMINISTRAZIONI AD ESSERE PUNTUALI NEI PAGAMENTI

Le pubbliche amministrazioni devono rispettare i termini di pagamento contrattuali nei confronti di imprese e fornitori. Lo ribadisce l'Autorità divigilanza sui contratti pubblici che, dopo aver ricevuto diverse segnalazioniin merito ai ritardi accumulati nei pagamenti, ha approvato un provvedimentopubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 28 luglio scorso in cui richiamale stazioni appaltanti ad attenersi scrupolosamente alle disposizioni deldecreto legislativo 231 del 2002. Data la particolare rilevanza della tematica,l’Autorità ha disposto un’indagine conoscitiva, medianteaudizione di alcune associazioni di categoria, al fine di valutare l’ampiezzadel fenomeno ed i suoi riflessi sull’economicità dell’azioneamministrativa e sull’operatività dei prestatori di servizie forniture. Dall’analisi dei dati acquisiti in riferimento all’anno2009, è emerso che i tempi di pagamento oscillano in un range cheva da un minimo di 92 giorni ad un massimo di 664 giorni. Il ritardo è,per lo più, imputato ai tempi di emissione dei certificati di regolareesecuzione e dei mandati di pagamento da parte delle stazioni appaltantie, più in generale, a lentezze che derivano da vischiositàburocratiche interne alla pubblica amministrazione. Sono state, inoltre,rilevate sensibili differenze sul piano territoriale: i ritardi che superanoi due mesi sono segnalati dal 36,4% delle imprese del Nord-Est, percentualeche sale al 61,5% nel Nord Ovest e al 63,3% nel Mezzogiorno. La problematicaè particolarmente avvertita, soprattutto nell’attuale congiunturaeconomica di difficile accesso al credito bancario, dalle piccole e medieimprese che risentono in maniera grave della mancanza di liquidità.
Leggi Avcp: pubblicata determinazione sulla disciplina dei pagamenti nei contratti pubblici

giovedì 8 luglio 2010

Differenziata, vince il Veneto

COMUNI RICICLONI. Sono 1.448 i municipi nella classifica di Legambiente. Riciclano oltre il 50% dei rifiuti. Gli italiani che separano più della metà degli scarti domestici sono 12 milioni. Nel Sud bene Salerno (60%).
I rifiuti non sono né di destra né di sinistra. Così come la raccolta differenziata
. Anche quest’anno quindi la vera differenza nel concorso “Comuni ricicloni” di Legambiente è tra Nord e Sud, con eccezioni (Salerno sempre in vetta) e paradossi. Leone Gargiulo, sindaco del Massa Lubrense (in provincia di Napoli) Comune che differenzia il 68% dei suoi rifiuti, ne è un portavoce: «Siamo un esempio virtuoso in una regione critica, ma è difficile da spiegare ai cittadini che spendiamo 700mila euro l’anno per trasportare l’umido in Puglia» perché mancano gli impianti di compostaggio. È ancora il Settentrione, quindi, a dominare la classifica che quest’anno ha coinvolto 1.488 municipi. Ed è la località Ponte nelle Alpi, in provincia di Belluno, il vincitore assoluto. Dalle loro parti si separa l’87% dei rifiuti prodotti in casa.

A fotografare un’Italia a due velocità sono i dati regionali: il Veneto è in cima alla classifica con una percentuale del 67% delle amministrazioni virtuose sul totale dei comuni, seguito dal Friuli Venezia Giulia con il 34,2%, dalla Lombardia con il 28,8% e dal Piemonte con il 23,9%. Eppure le buone pratiche e le performances di successo si stanno diffondendo anche al Centro Sud. La Sardegna si conferma leader tra le regioni emergenti sulla raccolta differenziata per aver raggiunto a fine 2009 una percentuale regionale del 35% (nel 2002 era ferma al 3%). In Campania sono 84 i Comuni da cui prendere esempio in materia, con Salerno in testa (che supera il 60%), e 7 comuni rappresentano la Sicilia. Spiccano poi le esperienze dei 37 comuni sardi, dei 9 comuni del Lazio, dei 4 calabresi, dei 2 della Basilicata e, per la prima volta, di uno della Puglia (Monteparano, provincia di Taranto). Tanto per dimostrare che i colori della politica non c’entrano, l’assessore all’Ambiente della Lombardia, il leghista Daniele Belotti, ha ammonito: «Daremo una stangata a chiunque abbandona i sacchetti in strada». La verità ovviamente è un po’ più complessa: gli ostacoli ce li ricorda Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente: «Per rientrare nei parametri imposti dalla direttiva europea del 2008, che prevede un obiettivo del 50% del riciclaggio dei rifiuti, dovremmo iniziare subito a ridurre i nostri scarti». Ovvero diminuire gli imballaggi (di cui è aumentata la raccolta del 23% nel 2009) e recuperare materiali come carta, plastica, metallo e legno. Senza dimenticare i rifiuti elettrici ed elettronici (Raee) che d’ora potremo consegnare al rivenditore al momento dell’acquisto del nuovo elettrodomestico. E l’umido che fine fa? «Nel nostro Paese mancano gli impianti organico digestori anaerobici e aprire discariche è ancora troppo conveniente, bisognerebbe aumentarne il costo», continua Ciafani che sull’attuale emergenza rifiuti a Palermo commenta duro: «Dichiarare lo stato d’emergenza nel capoluogo siciliano non è una soluzione se si tratta di aspettare ancora tempi lunghi in attesa poi di costruire i tre mega inceneritori, previsti dal ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo». Ma Palermo non è l’unica ad essere in difficoltà. Il tasso di differenziata a Milano, Torino, Firenze, Bologna, e Roma non raggiunge il 50 per cento (nella Capitale è fermo al 13), le grandi città non meritano di entrare nella classifica dei Ricicloni. La raccolta porta a porta stenta a decollare. E pensare, sottolinea il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza, «che ben 420 comuni italiani hanno firmato il patto dei sindaci europei per il clima», tra i cui obiettivi c’è la riduzione del 20% delle emissioni di CO2 entro il 2020. L’Italia dei buoni propositi è sempre in prima linea, «il problema è mantenerli», Tra questi bisogna annoverare i 150 Comuni (più Torino, fresca di ordinanza) che hanno disposto la messa al bando delle buste di plastica. La soluzione esiste già, bisogna solo adeguarsi: largo ai sacchetti biodegradabili fatti di amido di mais.
Fonte :www.terranews.it di Susan Dabbous

domenica 13 giugno 2010

Zaia inaugura la scuola primaria di Vedelago, Treviso“quando si apre una scuola si chiude un carcere”



“Nel mondo della piccola e media impresa la formazione è un alleato strategico della crescita sociale dei nostri territori. E il federalismo rappresenta lo strumento per difendere e tutelare le nostre comunità”. Con queste parole il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, è intervenuto all’inaugurazione della scuola primaria di Vedelago, in provincia di Treviso.
“L’occupazione – ha aggiunto il presidente – è un obiettivo che si può raggiungere attraverso l’ausilio della famiglia e di un modello educativo che recuperi anche il valore della manualità”.“Oggi la laurea costituisce un titolo di studio fondamentale – ha proseguito Zaia – ma non possiamo dimenticare l’importanza di valorizzare le diverse fasi dell’apprendistato che partono dall’insegnamento primario che si svolge in scuole come queste”.
“Una comunità che si raccoglie in piazza per inaugurare una scuola – ha concluso il presidente – sottolinea le proprie radici cristiane, che in questa Regione fanno parte dell’identità del popolo”., Treviso
“quando si apre una scuola si chiude un carcere”
“Nel mondo della piccola e media impresa la formazione è un alleato strategico della crescita sociale dei nostri territori. E il federalismo rappresenta lo strumento per difendere e tutelare le nostre comunità”. Con queste parole il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, è intervenuto all’inaugurazione della scuola primaria di Vedelago, in provincia di Treviso.
“L’occupazione – ha aggiunto il presidente – è un obiettivo che si può raggiungere attraverso l’ausilio della famiglia e di un modello educativo che recuperi anche il valore della manualità”.“Oggi la laurea costituisce un titolo di studio fondamentale – ha proseguito Zaia – ma non possiamo dimenticare l’importanza di valorizzare le diverse fasi dell’apprendistato che partono dall’insegnamento primario che si svolge in scuole come queste”.
“Una comunità che si raccoglie in piazza per inaugurare una scuola – ha concluso il presidente – sottolinea le proprie radici cristiane, che in questa Regione fanno parte dell’identità del popolo”.

venerdì 28 maggio 2010

Donazzan: massimo impegno perchè imprese non delocalizzino


“Farò di tutto perché le nostre aziende non delocalizzino perché credo che questo sia il compito della politica”. E’ quanto ha dichiarato l’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro Elena Donazzan, a margine della presentazione del Rapporto annuale sul mercato del lavoro organizzata dall’Osservatorio economico e sociale di Treviso e tenutasi questa mattina alla Camera di Commercio della stessa città.
“E’ dimostrato ormai- ha specificato Donazzan-, che non si tratta di un miracolo quando parliamo del sistema economico del Nordest bensì di un modello, ed i modelli si possono riprodurre o, se negativi, cancellare”.

“Ci sono infatti degli indicatori- ha aggiunto l’assessore regionale-, che ci raccontano di buoni imprenditori, come ad esempio quelli della Gasparini Industries s.r.l. e della Polyglass s.p.a, e altri che ci raccontano di cattivi imprenditori, come quelli che hanno portato ai momenti difficili come nel caso dell’azienda Nuova Pansac”.

“La politica- ha proseguito Donazzan-, deve esercitare il proprio ruolo di decisore strategico che per noi, in Veneto, deve significare la difesa del manifatturiero, del made in Italy e dell’internazionalizzazione, a partire da uno scatto culturale che veda la crescita professionale degli imprenditori e dei giovani ”.

L’assessore ha quindi sottolineato: “Ci sono poi anche buoni e cattivi modelli di come essere giovani, e quello cattivo l’abbiamo visto mercoledì sera in Prato della Valle a Padova, in cui è bastato un appello su facebook per radunare 4 mila ragazzi uniti dall’unico ambizioso motivo di sbevazzare, mentre quello buono può essere rappresentato da un laureando in Astronomia che ho incontrato ad Asiago, che partirà tra pochi giorni in Svezia per approfondire gli studi, andando sicuramente incontro a tanti sacrifici”. “Mi piace di più- conclude Donazzan- questo secondo esempio a cui, come Regione, cercherò di dedicare attenzione, plauso e opportunità”.
Fonte www.regione.veneto.it/

martedì 11 maggio 2010

Regione Veneto-ISTRUZIONE: DONAZZAN, FAR CONOSCERE PATRIMONIO ITALIA ED EUROPA FONDAMENTALE PER CREARE RISPETTO E SENSO DI APPARTENENZA

«Una discriminazione al contrario-conclude Donazzan – che non comprendo»
“Credo che la scuola significhi soprattutto integrazione quando si parla di diverse culture e penso anche che far conoscere lo straordinario patrimonio plurisecolare dell’Italia e dell’Europa sia fondamentale per creare non solo conoscenza teorica, ma rispetto e senso di appartenenza”. Lo dichiara Elena Donazzan, assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro, in merito all’episodio che ha visto una scolaresca vicentina in visita agli Uffizi a Firenze, aver diritto all’ingresso gratuito per tutti gli alunni ad eccezione di tre studenti extracomunitari poiché, pur residenti in Italia, non appartengono all'Unione europea.
Donazzan sottolinea come: “Le visite ai musei rappresentano un’occasione stimolante anche se molto impegnativa per la classe insegnante, e vanno favorite. Trovo pertanto incredibile- aggiunge l’assessore regionale- quanto accaduto a Firenze nella discriminazione tra studenti comunitari e non comunitari, soprattutto perché, in quanto studenti, sono regolarmente presenti nel nostro territorio visto che accedono ad un servizio dello stato qual è la scuola. Mi lascia invece molto perplessa - precisa Donazzan - l’iniziativa del Comune di Bassano del Grappa (Vi), che discrimina al contrario senza peraltro verificare la condizione di regolarità, parlando generalmente dI stranieri che potranno accedere alla mostra su Jacopo Bassano il 18 maggio. Una discriminazione al contrario- conclude Donazzan – che non comprendo se non che con un certo buonismo di maniera con cui però si rischia di acuire il senso di insofferenza e di ingiustizia”.

da Ufficio Stampa della Regione Veneto

venerdì 23 aprile 2010

VENETO: INSEDIATA LA GIUNTA ZAIA, ECCO TUTTE LE DELEGHE

Elena Donazzan (foto)Politiche dell'istruzione, diritto allo studio, programmazione della formazione professionale, programmi comunitari FSE, politiche del lavoro.


Si e' insediata questa mattina a Palazzo Balbi di Venezia la Giunta regionale del Veneto, presieduta da Luca Zaia.
Nel corso della seduta, la Giunta, su proposta del presidente, ha attribuito gli incarichi ai suoi componenti.
Eccoli: Presidente Luca Zaia: Funzioni proprie previste dall'art. 121 Comma 4° della Costituzione, dall'art. 30 dello Statuto e da altre specifiche norme statali e regionali. Comunicazione e informazione; attuazione del federalismo; relazioni internazionali e Cooperazione allo sviluppo; funzioni di controllo e Ispettorato; Competenze Istituzionali (Stato - Regione) - Conferenze istituzionali; Rapporti con parlamento nazionale ed europeo; attrazione degli investimenti; Grandi eventi.
Vicepresidente Marino Zorzato: Territorio, Cultura, Affari generali. Pianificazione territoriale e urbanistica; beni ambientali, culturali e tutela del paesaggio; Cultura, spettacolo e sport; programmazione (FAS); risorse umane; affari generali, legali, contenzione e demanio e patrimonio; sistema informatico ed e-government.
Assessore Renato Chisso: Mobilita' - Infrastrutture.
Programmazione dei trasporti; trasporto pubblico locale; navigazione interna e portuale; infrastrutture; Legge Speciale per Venezia.
Assessore Roberto Ciambetti: Bilancio - Enti Locali. Bilancio e controllo finanziario; finanze e tributi; rapporti con il credito; partecipazioni societarie; cooperazione transfrontaliera e transnazionale; Programmi FERS; Rapporti Enti Locali. Assessore Luca Coletto: Sanita'.
Programmazione sanitaria; Tutela della salute; Programmazione edilizia a finalita' collettive; igiene pubblica; Attuazione art. 20 Legge n. 67/1988 (Fin. ospedaliere); Servizi Veterinari (per gli aspetti sanitari). (Venezia, 20 apr AGI) Red/Pgi

segue La nuova giunta

lunedì 12 aprile 2010

REGIONE VENETO: ZAIA UFFICIALIZZA NUOVA GIUNTA REGIONALE


A sole 48 ore dalla sua proclamazione formale, il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia( fot0) ha ufficializzato oggi, nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Padova, la composizione della nuova Giunta regionale del Veneto. Contestualmente Zaia ha indicato anche le rispettive competenze, precisando che le deleghe agli assessori verranno specificate nei particolari nella prossima seduta dell’esecutivo veneto. Questi i nuovi assessori con i rispettivi ambiti d’azione:

Marino Zorzato – Pdl – Vicepresidente e assessore alla Cultura, Istruzione,Urbanistica.

Luca Coletto – Lega – Sanità.

Marino Finozzi – Lega – Turismo.

Daniele Stival – Lega – Protezione civile, Caccia, Identità veneta.

Massimo Giorgetti – Pdl – Agricoltura.

Franco Manzato – Lega – Sviluppo economico.

Elena Donazzan – Pdl – Personale, Lavoro, Formazione.

Isi Coppola – Pdl – Lavori pubblici, Energia, Patti territoriali.

Roberto Ciambetti – Lega – Bilancio.

Maurizo Conte – Lega – Ambiente.

Remo Sernagiotto – Pdl – Politiche sociali.

Renato Chisso – Pdl – Infrastrutture, Viabilità, Legge speciale per Venezia.

Zaia, che era affiancato dagli esponenti di Pdl e Lega, ha tenuto a ringraziare i partiti della coalizione e gli uomini che hanno partecipato alle consultazioni dei giorni scorsi, “la cui disponibilità – ha detto il presidente – ha consentito di definire il tutto in tempi mai registrati prima”.
Per saperne di più, clicca QUì

sabato 20 marzo 2010

LA LUNGA E DIFFICILE MARCIA VERSO LA TRASPARENZA NEI BILANCI DEI PRINCIPALI COMUNI ITALIANI

Rapporto Civicum: Reggio Emilia, una città a quattro stelle


In testa alla classifica, guidata dalla città emiliana, ci sono Trento, Bolzano, Ancona e Perugia.
Le città più “opache”, secondo il giudizio delle Big Four della revisione, restano Napoli, Catanzaro e Potenza.
Ma tra le pecore nere figurano anche metropoli del Nord come Trieste e Venezia, mentre Milano agguanta in extremis la seconda delle quattro stelle messe in palio dal rating.
È Reggio Emilia la città più virtuosa d’Italia in tema di trasparenza nei conti pubblici. L’unica ad essersi guadagnata le “quattro stelle” assegnate dalle big four della revisione (Ernst& Young, Pricewaterhouse-Coopers, Kpmg e Deloitte) che hanno analizzato i conti del 2008 dei principali Comuni italiani. Reggio Emilia è l’unica a tutt’oggi ad aver adottato il modello Civicum di Rendiconto basato sulle best practice internazionali. Il rating assegnato nell’odierno rapporto si basa sulla struttura, sulla forma e sulle modalità di comunicazione e rendicontazione dei bilanci consuntivi. Nella nuova edizione del rating dei bilanci, Reggio Emilia primeggia scavalcando abbondantementeTrento, e si colloca in vetta a una classifica che vede ai primi posti Bolzano, Ancona e Perugia. Su 21 Comuni, solo due ottengono più della metà dei punti disponibili. Ultime della classe sono Venezia, Trieste, La Spezia, Catanzaro, Potenza e Napoli. Un Nord e un Sud equanimemente opachi, dunque, quando si parla di rendicontazione. Oggetto dell’analisi sono stati, oltre ai capoluoghi di regione, anche i principali Comuni aderenti all’Accountability Club (una iniziativa per promuovere la trasparenza nella rendicontazionesupportata dal Dipartimento della funzione pubblica).

Ricerca Civicum :per saperne di più,clicca QUi
Fonte: http://www.civicum.it/

venerdì 12 marzo 2010

Tutte le novità relative al Dimensionamento e Offerta Formativa per l’A.S. 2010-2011

«Proposte avanzate dalla Provincia di Treviso»


IUniScuola: Ecco la decisione della Giunta Regionale del Veneto


Il 2 Marzo 2010 la Giunta Regionale del Veneto ha approvato la delibera n. 495 sul dimensionamento scolastico e la nuova offerta formativa per l’anno scolastico 2010-2011, sulla base delle proposte avanzate dalla Provincia di Treviso ed approvate durante le Commissioni di Distretto Formativo (Ambito).





Di seguito è possibile scaricare tutta la documentazione:

Delibera della Giunta Regionale n. 495 del 02/03/2010
Allegato A
Allegato B

mercoledì 10 marzo 2010

Relazione annuale attività del Gruppo di Lavoro Interistituzionale Provinciale di Milano

Leonardo Donofrio dello IUniScuola:
Nessun cenno agli insegnanti di sostegno «in deroga» e «all’illegittimità costituzionale dell’art. 2, comma 413, della legge 24 dicembre 2007»
IUniScuola ecco gli obiettivi definiti dal Piano annuale delle attività predisposto ai sensi della legge 104/92 dal G.L.I.P . di Milano sono così riassumibili:

Consolidare la conoscenza della tipologia dell’handicap presente nelle Scuole per permettere interventi integrati mirati;
Assistere sul versante organizzativo ed amministrativo, le Scuole-snodo territoriali per l’handicap e predisporre un quadro completo delle scuole degli ambiti territoriali; assegnare le risorse e monitorare le attività svolte;
Elaborare e sottoscrivere Intese interistituzionali provinciali;
Istituire corsi di informazione/formazione minima di base per i docenti non specializzati, agenti sul sostegno senza esperienza nel settore;
Promuovere corsi di formazione per docenti di sostegno, organizzati dalle scuole, da reti di scuole, da enti e associazioni accreditate, dall’Ufficio Integrazione dell’USP;
Dare informazione ai dirigenti scolastici sulle procedure delle segnalazioni degli alunni, sulla amministrazione/gestione dei posti di sostegno e sui rapporti interistituzioni;
Sviluppare ulteriormente l’informatizzazione della raccolta dati e delle procedure di organizzazione e gestione dell’organico di sostegno, rendendo sempre più strutturato il data base acquisito, sfruttandone al meglio le potenzialità, semplificando l’azione amministrativa delle scuole e dell’Ufficio;
Promuovere un maggiore raccordo con le Associazioni, perché le risorse umane, professionali e strumentali in loro possesso, possano essere fruibili da parte degli Istituti scolastici;
Sostenere l’attività del Coordinamento regionale per il necessario raccordo interprovinciale finalizzato a: elaborazione condivisa dei criteri per la definizione dell’organico di sostegno/concertazione di iniziative di respiro regionale/scambio di dati/conoscenza di progetti significativi di livello locale e/o provinciale;
Perseguire la conoscenza approfondita delle migliori pratiche per l’integrazione degli alunni disabili, soprattutto di quelle realizzate attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie.
Sono stati conseguiti totalmente gli obiettivi di cui ai punti 1, 2, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10. Complessivamente il livello di realizzazione degli obiettivi indicati raggiunge una percentuale del 90%
Per saperne di più,Clicca QUI

giovedì 4 marzo 2010

MIUR: Richiesta assegnazione di assistenti di lingue straniere

Per l’anno scolastico 2010/2011 i posti di assistente di lingua straniera in Italia saranno orientativamente 271, così ripartiti: Austria n. 30; Belgio (Comunità francese) n. 5; Francia n. 125; Regno Unito n. 50; Irlanda n. 6, Repubblica Federale di Germania n. 30; Spagna n. 25
IUniScuola: Ecco la richiesta del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
DIPARTIMENTO PER LA PROGRAMMAZIONE DIREZIONE GENERALE PER GLI AFFARI INTERNAZIONALI
UFFICIO V
Prot. AOODGAI/1574 Roma, 17 febbraio 2010
Agli Istituti di Istruzione Secondaria di primo e secondo gradoLORO SEDI
Agli Uffici Scolastici RegionaliLORO SEDI
e, p.c., All’ Ufficio del Capo di Gabinetto SEDE
Al Capo del Dipartimento per l’Istruzione SEDE
Al Capo del Dipartimento per la Programmazione SEDE
OGGETTO: Richiesta assegnazione di assistenti di lingue straniere per l’anno scolastico 2010/2011.
In attuazione di accordi culturali bilaterali fra l’Italia ed i Paesi: Austria, Belgio, Francia, Regno Unito, Irlanda, Repubblica Federale di Germania e Spagna, la scrivente direzione generale mette a disposizione di un numero limitato di scuole secondarie un assistente di lingua che affianchi il docente di lingua straniera nell’ anno scolastico 2010/2011.
Gli assistenti di lingua sono generalmente dei giovani, neolaureati o studenti universitari con una sufficiente conoscenza dell’italiano, selezionati nel paese di provenienza e partecipano ad un programma di “scambio” che prevede che anche l’Italia selezioni e invii nelle scuole dei Paesi partner degli assistenti di lingua italiana.
Il numero dei posti é determinato sulla base dei protocolli esecutivi dei suddetti accordi, sulla effettiva disponibilità degli assistenti e tenendo conto dello stanziamento di bilancio.
Per l’anno scolastico 2010/2011 i posti di assistente di lingua straniera in Italia saranno
orientativamente 271, così ripartiti: Austria n. 30; Belgio (Comunità francese) n. 5; Francia n. 125; Regno Unito n. 50; Irlanda n. 6, Repubblica Federale di Germania n. 30; Spagna n. 25.
L’attività dell’assistente consiste in un affiancamento del docente di lingua durante le lezioni ed il suo impegno settimanale è di 12 ore.
Possono presentare richiesta di un assistente di lingua per il prossimo anno scolastico tutti gli istituti secondari di secondo grado (e gli istituti secondari di primo grado limitatamente a quelli già assegnatari di un assistente di lingua francese nell’anno 2009/2010 purché nella scuola siano previste “almeno” 24 ore settimanali di insegnamento curricolare della lingua per cui si chiede l’assistente, distribuite su almeno 2 cattedre. L’assistente potrà collaborare con un massimo di quattro docenti di lingua.
Non possono essere richiesti assistenti di lingua per sezioni sperimentali, indirizzi o corsi per i quali sia prevista la figura dell’esperto per la conversazione (classi di concorso: C031-francese, C032 – inglese, C033 - spagnolo, C034 - tedesco).La richiesta va presentata secondo le modalità di seguito riportate.
1. Presentazione delle richieste da parte delle istituzioni scolastiche (modulo on-line)Le richieste di assegnazione dovranno essere presentate entro il 20 marzo 2010, tramite l’apposito modulo on-line disponibile sul sito Intranet, che va compilato e trasmesso sotto la responsabilità del dirigente scolastico. Nel caso di Istituti di istruzione superiore, Istituti Comprensivi, Educandati, Convitti con accorpamenti, la richiesta deve essere presentata dall’Istituto principale (sede del Dirigente scolastico). E’ possibile richiedere più assistenti di lingue diverse nell’ambito dello stesso modulo on-line. Il modulo on-line prevede un suo “numero di compilazione” ma anche che sia inserito il numero di protocollo della scuola; questo può essere fatto anche successivamente all’invio dei dati (ricollegandosi e richiamando il modulo stesso per la modifica). E’ inoltre possibile, fino alla scadenza dei termini, richiamare il modulo per apportare delle modifiche. Dopo l’invio del modulo on-line il sistema consentirà la stampa dello stesso, in modo che possa essere sottoscritto dal dirigente scolastico (ed eventualmente protocollato se non è possibile acquisire prima il numero di protocollo). Questa versione cartacea della richiesta sarà conservata dalla scuola per eventuali ulteriori controlli. Per motivi di organizzazione e di gestione della procedura di individuazione delle scuole assegnatarie non saranno prese in considerazione richieste presentate con modalità diverse da quella sopra indicata.
Successivamente alla chiusura del termine di presentazione delle richieste, ogni significativa variazione rispetto a quanto indicato nel modulo dovrà essere tempestivamente comunicata alla scrivente Direzione Generale – Ufficio V all’indirizzo e-mail: annarita.bove@istruzione.it.Le scuole che siano state assegnatarie di posti di assistente di una stessa lingua straniera pergli ultimi tre anni consecutivi potranno avanzare richiesta di ulteriore conferma solo se la scuola partecipa a sperimentazioni a carattere internazionale.Assegnazione condivisa Qualora un Istituto non raggiunga il minimo delle 24 ore settimanali previste per la lingua di interesse può richiedere l’assistente in assegnazione condivisa con un altro Istituto, purché quest’ultimo sia vicino fisicamente (raggiungibile a piedi o facilmente con mezzi pubblici). In tal caso, entrambi gli istituti dovranno compilare il modulo di richiesta on-line, ciascuno indicando nell’apposita sezione i dati relativi all’istituto partner (codice meccanografico dell’Istituto di riferimento e nome del Dirigente scolastico). Non saranno prese in considerazione richieste di assegnazione condivisa presentate da uno solo dei due Istituti. L’attività dell’assistente è comunque di 12 ore settimanali e tale rimane anche quando si tratta di assegnazione condivisa; in questo caso la ripartizione delle ore deve essere concordata fra i dirigenti scolastici coinvolti prima della presentazione della richiesta. Al momento della presentazione della domanda dovrà essere indicato quale dei due istituti sarà il cosiddetto “istituto erogante”, cioè quello che riceverà i fondi per il compenso dell’assistente.
2. Criteri di individuazione delle scuole assegnatarie dell’assistente di linguaLa scelta delle scuole cui verranno assegnati gli assistenti di lingua straniera sarà fatta in accordo con i rappresentanti dei Paesi partner, sulla base delle preferenze espresse dai candidati stranieri e di una proposta, elaborata dalla scrivente Direzione Generale sulla base dei seguenti elementi:
 conferme delle assegnazioni nell’anno scolastico 2009/2010 - a condizione che le scuole abbiano presentato richiesta di conferma, che non siano già state assegnatarie per più di tre anni consecutivi e che abbiano mantenuto i requisiti richiesti per l’assegnazione;  sperimentazioni o progetti in atto sulla lingua per cui si richiede l’assistente; presenza della lingua straniera nel POF come materia extracurricolare;
 rotazione delle scuole assegnatarie: saranno privilegiate le scuole che non hanno mai avuto assegnato un assistente di lingua;
 numero di ore della lingua straniera per la quale si richiede l’assistente: saranno favorite le scuole con un numero maggiore di ore di insegnamento;
 servizi offerti dalla scuola all’assistente (alloggio, mensa ecc.);
 equa distribuzione territoriale e per tipologia di istituto;
 prossimità delle scuole richiedenti alle sedi Universitarie (qualora espressamente indicato dai candidati).
3. Aspetti finanziari e organizzativi per le scuole assegnatarie dell’assistente di lingua
Compenso dell’assistente
All’assistente di lingua straniera viene corrisposto unicamente un compenso mensile, quale contributo economico per la sua permanenza in Italia.( continua...leggi tutto)

mercoledì 24 febbraio 2010

IUniScuola, Approvato il nuovo Codice della Amministrazione Digitale proposto dal Ministro Brunetta



A distanza di quasi cinque anni, il Consiglio dei Ministri del 23 febbraio rivede a approva il nuovo Codice della Amministrazione Digitale, grazie al quale la documentazione cartacea nella PA sarà a breve rimpiazzata da mail certificate e documenti digitali.

Presentazione

Dopo la Riforma della Pubblica Amministrazione (il decreto legislativo n. 150/2009) l'approvazione del nuovo CAD (il vecchio Codice è stato pubblicato cinque anni fa con decreto legislativo n. 82 del 2005) va a costituire il secondo pilastro su cui poggia il disegno di modernizzazione e digitalizzazione della PA definito nel Piano industriale presentato nel maggio 2008.

Questa riforma, resasi necessaria per effetto della rapida evoluzione delle tecnologie informatiche, risponde in maniera puntuale alla necessità di mettere a disposizione delle amministrazioni e dei pubblici dipendenti strumenti in grado di incrementare l'efficienza e l'efficacia dell'intero sistema pubblico. L'obiettivo è quindi quello di evitare che strutture obsolete e procedure interminabili continuino a gravare il sistema Italia di costi e di adempimenti tali da scoraggiare l'afflusso di capitali internazionali a vantaggio di Paesi, anche emergenti, che hanno più decisamente imboccato la strada della modernizzazione e della semplificazione amministrativa.

Le principali novità riguardano:

riorganizzazione delle pubbliche amministrazioni attraverso l'istituzione di un ufficio unico responsabile delle attività ICT, la razionalizzazione organizzativa e informatica dei procedimenti, l'introduzione del protocollo informatico e del fascicolo elettronico;
semplificazione dei rapporti con i cittadini e con le imprese attraverso l'introduzione di forme di pagamenti informatici, lo scambio di dati tra imprese e PA, la diffusione e l'uso della PEC, l'accesso ai servizi in rete, l'utilizzo della firma digitale, la dematerializzazione dei documenti e l'arricchimento dei contenuti dei siti istituzionali in termini di trasparenza;
sicurezza e lo scambio dei dati attraverso la predisposizione, in caso di eventi disastrosi, di piani di emergenza per garantire la continuità operativa nella fornitura di servizi e lo scambio di dati tra PA e cittadini.
Il nuovo Codice dell'amministrazione digitale rende possibile la modernizzazione della Pubblica Amministrazione con la diffusione di soluzioni tecnologiche e organizzative che consentono un forte recupero di produttività:
riduzione dei tempi fino all'80% per le pratiche amministrative;
riduzioni dei costi della giustizia: nei sei mesi di sperimentazione delle notificazioni telematiche relative al processo civile presso il Tribunale di Milano sono state effettuate 100.000 notifiche telematiche per un risparmio di circa 1 milione di euro;
riduzione di circa un milione di pagine l'anno per l'effetto dell'avvio della de materializzazione, con l'obiettivo al 2012 di ridurre di 3 milioni le pagine;
risparmio del 90% dei costi di carta e del relativo impatto ecologico (uso e smaltimento) per circa 6 milioni di euro l'anno (solo acquisto senza smaltimento);
utilizzo diffuso della Posta Elettronica Certificata (PEC), che produrrà un risparmio a regime di 200 milioni di euro per la riduzione delle raccomandate della Pubblica Amministrazione ai cittadini, senza contare la riduzione dei tempi e degli spazi di archiviazione.
Entro tre mesi, la pa utilizzera' soltanto la pec per tutte le comunicazioni che richiedono una ricevuta di consegna a chi ha dichiarato il proprio indirizzo. Entro sei mesi i bandi di concorso saranno pubblicati sui siti istituzionali ed entro 12 mesi saranno emanate le regole tecniche per dare piena validità alle copie cartacee e digitali dei documenti informatici. La pa non potrà richiedere l'uso di moduli e formulari che non siano stati pubblicati sui propri siti e il cittadino fornirà una sola volta i propri dati. Entro 15 mesi le pubbliche amministrazioni predisporranno appositi piani di emergenza idonei ad assicurare, in caso di eventi disastrosi, la continuità delle operazioni indispensabili a fornire servizi e il ritorno alla normale operatività.

Una volta completato l'iter di approvazione, il decreto legislativo avvierà un processo che consentirà di avere entro i prossimi 3 anni (in coerenza quindi con il Piano e-Gov 2012) un'amministrazione nuova, digitale e sburocratizzata.

Fonte: Ministero per la pubblica amministrazione e l'innovazione

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sabato 20 febbraio 2010

U.S.R. per la Lombardia: IUniScuola, provvidenze a favore del personale della scuola


«€ 19.625,00 per le provvidenze a favore del personale in servizio, cessato dal servizio e delle loro famiglie»


Beneficiari
1. Nei limiti della disponibilità finanziaria del CAP. 2115 del bilancio
dell’ USR per la Lombardia, le provvidenze a favore del personale
dell’ Amministrazione e della Scuola in servizio con contratto a tempo
indeterminato, di quello cessato dal servizio e delle loro famiglie,
sono concesse da questo U.S.R. previa valutazione da parte di una
apposita Commissione nominata dal Direttore Generale con Decreto.

2. Il personale in servizio a T.I. nelle scuole e negli uffici
dell’ Amministrazione e il personale eventualmente cessato dal
servizio (entro 12 mesi dalla cessazione) può presentare domanda
di sussidio nei casi e secondo le modalità di seguito indicate
purchè il reddito complessivo annuo lordo del nucleo famigliare,
determinato ai fini dell ‘IRPEF

3. e riferito all’anno precedente a quello di presentazione
dell’istanza, non superi l’importo annuo lordo di € 40.000,00.

4. Il coniuge o i figli, in caso di intervenuto decesso del
dipendente in servizio o cessato dal servizio – laddove compresi
nel nucleo familiare del dipendente al momento del decesso
possono presentare istanza esclusivamente per il caso di cui
al successivo art. 2 e alle condizioni indicate al precedente comma.

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domenica 14 febbraio 2010

Lombardia: IUniScuola, 115 Istituti scolastici offriranno corsi regionali

In Lombardia ben 115 Istituti scolastici offriranno un percorso regionale di Istruzione e Formazione professionale.
È la novità che emerge dal Piano dell'offerta formativa per le scuole secondarie superiori statali, approvato da Regione Lombardia con un decreto del direttore generale dell'assessorato all'Istruzione, Formazione e Lavoro.
"Grazie ad una piena collaborazione con le Province, gli Uffici scolastici provinciali e l'Ufficio scolastico regionale - spiega l'assessore all'Istruzione Formazione e Lavoro - è stato possibile realizzare un proficuo confronto con i territori e con le scuole per giungere ad un'articolazione della rete scolastica pienamente condivisa".
Il Piano infatti nasce dal confronto tra le Province e i soggetti del mondo scolastico, sindacale, imprenditoriale e della formazione che individuano i corsi da realizzare. Ciascuna Provincia approva quindi il proprio Piano che invia in Regione.
La Regione, in base ad essi, approva il Piano complessivo dell'offerta formativa.
Sono 376 le scuole superiori statali in Lombardia che offriranno, complessivamente, 564 percorsi liceali, 774 percorsi di istruzione tecnica, 422 percorsi di istruzione professionale e, novità assoluta per il prossimo anno, 336 percorsi regionali di Istruzione e Formazione professionale.continua... leggi tutto
Lombardia Notizie /Ln - Milano)

lunedì 1 febbraio 2010

MIUR: IUniScuola, due decreti per gli esami di Stato a.s.2009/2010


1)Decreto Ministeriale n.5
«Individuazione delle materie oggetto della seconda prova scritta negli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio ordinari e sperimentali di istruzione secondaria di secondo grado – Scelta delle materie affidate ai commissari esterni delle commissioni – Anno scolastico 2009/2010»
«Per gli indirizzi di studio di ordinamento e per i progetti assistiti, attivati nelle scuole della Regione Autonoma Valle d'Aosta e della Provincia Autonoma di Bolzano, sarà cura degli Uffici territorialmente competenti provvedere alla diffusione dell’informativa circa le materie scelte dal Ministro»
N.B I Licei Scientifici di ordinamento sono stati diversificati per codice, secondo la tipologia della lingua straniera o della prima lingua straniera insegnata. Pertanto, il codice da utilizzare va individuato in rapporto alla lingua straniera o alla prima lingua straniera insegnata
2)Decreto Ministeriale n.6
«Norme per lo svolgimento per l'anno scolastico 2009-2010 degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria di secondo grado nelle classi sperimentali autorizzate»
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venerdì 8 gennaio 2010

27 gennaio 2010 «Giorno della Memoria della Shoah»-«ACCENDI UNA CANDELA PER NON DIMENTICARE»*












L'Associazione Istruzione Unita Scuola (IUniScuola) è impegnata a tenere alta l'attenzione, verso ogni forma di
discriminazione a riflettere sugli eventi del passato, e sulle lacerazioni del presente.

[*Vuoi accendere il 27 gennaio 2010 anche tu una candela«per non dimenticare la Shoah» e«per evitare il ripetersi di triangoli»nel lavoro, nelle Scuole...]

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